| Funghi NON commestibili | |
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La conoscenza delle specie velenose è avvenuta, purtroppo, attraverso lo studio delle cause che hanno provocato la morte per avvelenamento di molte persone. Anticamente si pensava che fossero molto numerose e che anche le commestibili potessero diventare tossiche in particolari circostanza (... se nascono in vicinanza di bottoni metallici, chiodi da scarpa, ...., panni fradici, ...se nelle vicinanze vi è qualche tana di serpente, o se un serpente nel suo passaggio vi soffia sopra...Plinio il Vecchio). Oggi, invece, sappiamo che la tossicità o l'innocuità sono proprietà intrinseche delle singole specie e che quelle veramente pericolose sono poche. Due tipi di intossicazione: a breve e a lunga latenza, secondo il tempo che incorretra la ingestione e la comparsa dei sintomi. Due tipi di principi tossici: i termolabili, elimi-nabili con un'adeguata cottura, i termostabili, ineliminabili con qualsiasi mezzo. L'unico sistema sicuro (certamente no il cambiamento di colore di aglio, prezzemolo, mollica di pane o moneta, aggiunti durante la cottura) per poter distinguere i commestibili dai tossici e dai velenosi è la loro identificazione certa per conoscenza diretta, per determinazione da parte di un vero esperto o dell'ispettorato micologico. Per secoli si è fatto fronte alle intossicazioni con mezzi del tutto inefficaci, decotto di satureia e origano o sterco di pollo impastato con miele e aceto (Dioscoride Pedacio, I sec. d. C.), ad oggi sono state approntate delle terapie, che hanno ridotto di molto, nei casi più gravi, la mortalità.
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