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Funghi commestibili

 

Un fungo è ritenuto commestibile solo e soltanto se, mangiato ripetutamente e in modo diffuso, non arrecato alcun inconveniente o danno ai suoi consumatori.

La cottura è una condizione irrinunciabile per la commestibilità di un fungo; allo stato crudo, quasi tutti quelli definiti commestibili contengono principi tossici termolabili. Occorrono almeno 70° - 80° termperatura e 15 minuti di cottura per renderli sicuri, è sconsigliata quella alla griglia.

Pochissimi e ben individuati sono quelli consumabili crudi.

Vanno consumati solo funghi in buono stato e non vanno raccolti, tanto meno mangiati, quelli che crescono nelle vicinanze di arterie di traffico, di zone industriali, urbane, minerarie e di coltivazioni sottoposte a trattamenti antiparassitari.

E' consigliabile un consumo moderato, come contorni, condimenti e non pietanze, di tutti i funghi, anche i migliori, perchè normalmente sono di difficile distezione per la presenza di carboidrati, proteine e altre sostanze complesse poco assimilabili. Un'indigestione può essere scambiata per un intossicazione creando panico e inutile allarmismo.