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Cenni storici |
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La storia di Molise, ha inizio con il dominio angioino, con la signoria degli Evoli e dei Stendardo e, nel XIV secolo, fu feudo della casa comitale di Montagano. Nel 1478, venne acquistata da Giovannella di Molisio moglie di Alberto Carafa fino al XVII secolo, quando la famiglia Della Posta se ne appropriò. Attualmente rimangono tracce assai frammentate, di mura di cinta e torri angolari del Castello comitale Longobardo, dalle quali è facile immaginare la forma pentangolare dell’antico abitato. Esso era munito di due porte d’accesso: l’una a ponente (Porta Piccola) l’altra ad oriente (Porta Grande). Nell’aperta pianura, dominata dall’abitato, troviamo il Santuario della “Madonna delle Grazie”, nel cui interno vi è posta una pietra calcarea bianca e compatta lavorata a forma di parallelepipedo, nel mezzo, presenta un incavo in cui si raccoglieva il sangue delle vittime offerto alle divinità.
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| Chiesa della SS. Assunta | |||
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Edificata nel 1898 dalla locale Congregazione omonima. Pregevole per la sua pianta a croce latina, con i bracci lasciati in legno antico e con sedili e banchi disposti circolarmente, riservati alle autorità della Congrega.
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| Chiesa Madre in onore di San Nicola e Sant'Onorato | |||
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Fondata nel 1533, conserva le reliquie di Sant’Onorato, soldato martire ad Ostia, che giunsero nel Molise nel 1716 direttamente dalle catacombe romane. Costituita da due navate diseguali, una principale in cui si radunavano donne e bambini, l’altra più piccola destinata agli uomini, usanza ancora oggi in vigore. Nel suo interno, sono custodite numerose statue in legno e stucco, le più antiche appartengono allo scultore Colombo. Pregevoli sono i dipinti in essa custoditi: “Il Purgatorio” raffigurante la Madonna del Carmelo nell’atto di salvare le anime del Purgatorio e, il dipinto di S. Biagio Vescovo che benedice un fanciullo, ad opera del pittore napoletano Giuseppe Marullo. Ai lati della "Porta Grande" è incassata una lastra, sulla quale sono scolpiti in rilievo una testa di bue ed uno scudo circolare, (alto circa trenta centimetri e lungo circa settanta), presumibilmente, si tratta del "Bue Sabellico"; testimonianza dell’istituzione osco-sabellica, con la quale alcune generazioni di figli venivano consacrate, per ragioni speciali, ad una divinità, il cui animale-totem doveva poi accompagnare e proteggere la migrazione dei giovani di detta generazione alla ricerca di nuovi territori da popolare e colonizzare. Da qui il nome di "Ver Sacrum" - "Vera Sacra".Essa, è stata rinvenuta nel diciottesimo secolo sotto il selciato all'ingresso della chiesa. |
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Amministrazione Comunale |
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Sindaco Geom. Nicola Messere
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Segretario Dott. Angelo Lazzaro
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Assessori |
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Cristina Cirelli
Massimo Tomba |
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Consiglieri |
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Fratantuono Maria Cristina Catia Tomba Tiziana Di Iorio Nicolino Liberanome (1978) Antonio Cirelli Franco Palladino Salvatore D'Angelo Amedeo Perrino Nicolino Liberanome (1962) |
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