Il Museo Civico di Baranello

 

 

 

Il Museo Civico, di Baranello, custodisce una straordinaria  collezione  d’antichità italiche  e  romane   oltre  ad  una  serie d’opere  e cimeli di varie epoche, donate nel 1897  all’Amministrazione Comunale  dall’architetto Giuseppe Baroni

All’ingresso del Museo, è sistemata una riproduzione della targa di bronzo, della famosa insegna della “Taverna di Candido Erotico” del I sec. a.c.  rinvenuta  a Macchia D’Isernia ed oggi conservata al Louvre di Parigi.

Nella raccolta degli oggetti figurano orologi, tabacchiere, dadi, monete, statuine per presepi di pregevole fattura, arredi sacri, incisioni lapidee romane  oltre a vasi primitivi greco-assiri, vasi etruschi ed italo-greci, terra cotte greco-romane, vasi geometrici italioti,  vasi attici, etruschi, vasi rossi peruviani, bronzi medioevali, medaglie, avori e miniature.

Sono presenti inoltre, armi silicee, armi in pietra, terraglie e bronzi preistorici provenienti dagli scavi di  Cuma.  Interessante è anche la collezione di maioliche, porcellane provenienti dalle  tradizioni italiane (Napoli, Firenze e Venezia), olandesi, francesi, cinesi, e giapponesi.

 

 
 
     

 

                                          

 

 

Gli oggetti in ceramica mostrano, nelle decorazioni, scene mitologiche o d’antica vita domestica.  La sezione dedicata all’antico Sannio è di maggiore importanza, poiché permette al visitatore,  di scoprire l’arte di un’antica civiltà che i romani tentarono invano di distruggere.Suggestive sono due statuette  di pietra rinvenute  nel  1968 sul Monte Vairano.  Ad   entrambe   manca   la   testa,  ma possono   essere    identificate     come raffiguranti, rispettivamente, una donna con un lungo  abito a pieghe verticali ed un   Ercole.   Ricco   di   pregevoli   tele, particolarmente  una  in stile fiammingo risalente   al  IV   sec.  a.C.,  quadri   e sculture   di   Gaspare  Vanvitelli,  Luca Giordano,  Pietro Ruiz, Giuseppe Palazzi “Bosco   di  Fointainebleau”,   Francesco Francanzani,  Giuseppe Tassone, Andrea Vaccaio, una copia della 'Sacra Famiglia'  di Raffaello,  il  S. Gerolamo attribuito a la    Ribera   (scuola   del   Caravaggio).