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Presentazione
Il Programma Forestale Triennale (2002 – 2004) nasce dalla volontà dell’amministrazione comunitaria di dare un segnale di svolta nella programmazione delle attività forestali, in quanto rappresentano per l’Ente gestore un’importante risorsa gestionale, amministrativa , sociale ed economica.
Con l’attività forestale realizzata dall’Ente, sono soddisfatte le attese dei comuni in merito alla gestione dei boschi pubblici e alla valorizzazione del territorio mediante iniziative progettuali tese al miglioramento del patrimonio silvicolo. L’esperienza maturata dall’ufficio forestale della Comunità Montana nel corso della sua attività, quasi triennale, comporta una nuova metodologia di programmazione settoriale che da una parte sia di supporto al piano socio economico attualmente in vigore e dall’altro colga i nuovi strumenti legislativi comunitari, nazionali e regionali. In particolare l’attuazione dei Programmi Operativi Regionali 2000-2006, e nello specifico la Misura 1.6 Forestazione, rappresenterà per l’Ente il momento di rilancio e di sviluppo delle attività forestali con ricadute sociali ed ambientali senz’altro positive. La scelta di una programmazione triennale, si basa sulla necessità dell’Ente di impostare una politica forestale sul territorio, legata agli indirizzi e agli obiettivi dell’azione regionale, alle aree comunali interessate, alle tipologie d’intervento, alle priorità fra le stesse, alle previsioni di spesa e, ai risultati attesi. Solo attraverso una pianificazione integrata degli interventi da realizzare nell’ambito dei Comuni Membri, è possibile valorizzare gli ambienti forestali degradati e quindi supportare un processo di crescita sociale ed economico che, si configura anche nel rafforzamento della residenzialità, in particolare quella giovanile. L’obiettivo generale di riferimento del Programma Forestale, è quello di potenziare e valorizzare la “gestione attiva” delle risorse forestali da parte dell’Ente, facendo proprie le indicazioni suggerite in sede internazionale relative alla “Gestione Forestale Sostenibile”, dove la sostenibilità viene intesa nelle tre dimensioni della tutela ambientale, della valorizzazione economica e della ottimizzazione degli impatti sociali connessi allo sviluppo del settore. Con la Gestione Forestale Sostenibile, il settore forestale potrà dare un contributo determinante alla crescita e al successivo rafforzamento e potenziamento dell’occupazione in aree rurali e alla stabilizzazione economica dei territori montani. Tale obiettivo lo si potrà raggiungere in stretta sinergia con la Regione intervenendo con gli strumenti tradizionali dell’incentivazione e del sostegno pubblico.
SEZIONE
I QUADRO DESCRITTIVO DEL SETTORE |
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1. AMBIENTE
FISICO ED ASPETTI VEGETAZIONALI 1.1
Geografia La Comunità Montana Molise Centrale abbraccia i 17 comuni membri di Lucito, Castelbottaccio, Castellino del Biferno, Petrella Tifernina, Montagano, Pietracupa, Molise, Torella del Sannio, Castropignano, Ripalimosani, Oratino, Casalciprano, Busso, Campobasso, Baranello, Ferrazzano e Vinchiaturo. Si estende per Ha 39.664 nella zona centrale del Molise e il suo territorio è compreso in un range altitudinale che varia tra i 198 m s.l.m. dell’area più bassa del Comune di Castelbottaccio e i 997 m s.l.m. delle zone più alte dei Comuni di Busso e Baranello. Il dislivello altimetrico è pari, nella maggior parte dei casi, a 400-500 m s.l.m. e l’altitudine media si aggira intorno ai 685 m s.l.m. I dati evidenziano che si tratta di un territorio prevalentemente collinare in cui molta rilevanza hanno i pendii e i rilievi che, tuttavia, non sono mai molto elevati. L’area è individuabile sui Fogli N° 405 (Campobasso), N° 406 (Riccia), N° 394 (Casacalenda) e N° 393 (Trivento) della Carta Topografica d’Italia in scala 1: 50000.
Fig.
1
Limiti amministrativi della Comunità Montana “Molise Centrale” |
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Tabella 1
La principale via di comunicazione è la S.S. 647 “Bifernina”, che collega i comuni membri tra di loro e con i comuni della costa e del massiccio del Matese. La strada corre lungo il fondovalle del Fiume Biferno nel cui bacino idrografico ricade gran parte del territorio della Comunità Montana “Molise Centrale”. Il F. Biferno nasce dal massiccio calcareo del Matese e, dopo un primo tratto in cui scorre con direzione appenninica in senso NW-SE, prende a scorrere in direzione SW-NE attraversando gran parte dei territori comunali della Comunità Montana “Molise Centrale” e creando luoghi di notevole suggestione. |
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1.1
Geologia e geomorfologia Sotto il profilo geologico la Regione Molise coincide con un’area particolarmente complessa. E’ occupata per la gran parte da complessi sedimentari di origine marina su cui poggiano le più recenti formazioni di ambiente continentale. Le formazioni marine antiche appartengono al “Bacino Molisano”, che corrisponde ad un ambiente di sedimentazione di mare aperto e relativamente profondo antistante la zona di scarpata, caratterizzato da una sedimentazione terrigena, argillitica nella parte basale e arenitica in quella sommitale. Più in particolare il riempimento del Bacino Molisano si è attuato tra il Paleogene ed il Miocene superiore con le “formazioni flyscioidi”, depositi torbiditici che danno vita a formazioni con assetto giaciturale più o meno ordinato distinguibili nelle seguenti due tipologie:
Una buona parte del territorio della Comunità Montana è, tuttavia, occupato dalla formazione delle Argille Varicolori (o Argille Scagliose, Argille Variegate, Complesso Sicilide, Complesso caotico, etc.), affioranti spesso al di sotto dei flysh. Risalgono al Cretacico-Oligocene e presentano un assetto giaciturale molto caotico e disordinato. Si suddividono in due membri, uno inferiore costituito prevalentemente da argille di colore grigio-azzurro ed uno superiore caratterizzato da una forte componente calcarea; il passaggio da un membro all’altro a volte è graduale, a volte di natura tettonica. Il primo predomina nei pressi di Castelbottaccio e Lucito, il secondo a ridosso degli abitati di Oratino, Castropignano e Campobasso. I tratti morfologici di questi settori sono piuttosto blandi, le forme sono relativamente morbide e plastiche e interrotte di tanto in tanto da costoni rocciosi a costituzione calcareo-marnosa che emergono sotto forma di dorsali con andamento NW-SE. Le strutture morfologiche che predominano sono di tipo “calanco” e “cuesta”. I calanchi si originano quando l’intenso ruscellamento delle acque provoca dei fenomeni di spiccata erosione portando alla formazione di vallecole con creste taglienti e coste scoscese; le cuestas sono diffuse lì dove dei banchi duri emergono da litotipi facilmente erodibili. E’ su queste formazioni che sorgono gli abitati di Petrella Tifernina, Castellino del Biferno, Oratino, Castropignano, Casalciprano, Busso. All’inizio del Quaternario si ha la scomparsa definitiva del dominio marino e i rilievi sono modellati in ambiente continentale, in condizioni climatiche assai variabili. Si originano così sedimenti di vario tipo, distinti dagli autori in pleistocenici ed olocenici. Dei primi fanno parte i depositi alluvionali antichi, riscontrabili principalmente lungo le sponde del F. Biferno e dei suoi affluenti. Sono rappresentati sostanzialmente da ghiaie con intercalazioni di elementi sabbiosi e sabbioso-limosi formanti terrazzi situati a quote diverse rispetto agli alvei attuali. Morfologicamente tali depositi fluviali formano superfici ampie e pianeggianti, debolmente inclinate verso l’alveo dei fiumi. Ai sedimenti olocenici appartengono sia i depositi alluvionali recenti ed attuali, sia gli accumuli dei materiali di frana; i primi sono simili ai depositi antichi ma sono posti alla quota del F. Biferno e dei suoi affluenti e formano il letto dei fiumi, i secondi sono mobilizzati da movimenti di versante antichi e recenti. (segue)
SEZIONE
II GLI
OBIETTIVI E GLI STRUMENTI DEL PROGRAMMA 1.1
Gli obiettivi del programma forestale e gli indirizzi per gli
interventi forestali Il
patrimonio forestale, costituisce una risorsa naturale rinnovabile.
Con questa locuzione
si indica un bene la cui disponibilità è limitata dalla quantità della
risorsa che si produce nell’unità di tempo.
In quanto utile alla società umana, la foresta va conservata
attraverso una oculata gestione che ne faccia consumare una quantità
minore o pari a quella che si autoproduce.
In tal modo non ne diminuisce l disponibilità e si consente anche
alle generazioni future di usufruirne.
G. Ludwing Harting, uno dei padri fondatori dell’assestamento
forestale scriveva “Ogni
saggia direzione forestale deve senza indugio tassare i boschi dello Stato
nella maniera massima possibile, però cercando di utilizzarli così che i
posteri possano trarre da essi almeno un utile pari a quello di cui si
appropria l’attuale generazione… Anche il forestale più avveduto ed
esperto non è in grado di valutare ad occhio con sufficiente
approssimazione quanto grande
sia la produzione del bosco che ha davanti a sé.
Con siffatta stima la capacità produttiva viene sempre
sopravvalutata o sottostimata. In
ambedue i casi ciò è di nocumento.
Utilizzazioni eccessive comportano carenza di legname per i
posteri, mentre con utilizzazioni troppo esigue si arreca danno alla
generazione presente ed all’attuale proprietario del bosco. La
Comunità Montana “Molise Centrale” di Campobasso, nel quadro
dell’attività istituzionale volta ad individuare, promuovere,
sostenere, coordinare ed attuare i programmi di intervento e le iniziative
di natura economico-montana integrate, idonee a valorizzare ogni tipo di
risorsa attuale e potenziale della zona, identifica nei Programmi
Comunitari, Nazionali e Regionali di settore, l’obiettivo di valorizzare
i terreni comunali aventi vocazione boschiva, per lo sviluppo
dell’occupazione nel settore, il miglioramento della regimentazione
idrogeologica, la valorizzazione e la salvaguardia dell’ambiente
naturale, possibili riflessi turistici e per altre redditizie attività
terziarie. L’Ente,
si prefigge quindi di sviluppare l’attività forestale,
prioritariamente, su più
direttrici, quali: a)
manutenzioni e riqualificazione delle formazioni boschive
esistenti, da realizzarsi attraverso una serie di operazioni
che vanno dalla introduzione delle più appropriate
forme di governo del
bosco al rinfoltimento, con
l’impiego di specie per quanto possibile autoctone, nonché conversioni
di boschi cedui in fustaie, ricostituzione di boschi radi o degradati per
cause naturali o antropiche,
riconversioni varietali delle pinete, diradamenti e sfolli di giovani
impianti; b)
creazione di nuovi impianti di boschi, con l’impiego delle specie
più idonee a garantire un rapido accrescimento in relazione alle
condizioni ecologiche e con l’impiego di tutte quelle tecniche colturali
che permettono di raggiungere le maggiori produzioni, i migliori risultati
economici e l’assorbimento di manodopera più altamente qualificata; c)
adeguamento e costruzione di infrastrutture forestali che
consistono nel miglioramento di strade forestali, piste di accesso e di
servizio, fasce parafuoco, punti. Gli
interventi che la Comunità Montana andrà a promuovere nel settore
forestale, perseguiranno obiettivi fondamentali che sono la naturale
espressione delle finalità generali enunciate sia a livello regionale (L.R.
6 del 18/01/2000) che nazionale (D.L. n. 227/2000), ovvero:
Ø
Conservazione e
miglioramento dei boschi esistenti; Ø
Potenziamento del patrimonio
boschivo esistente, mediante iniziative a tutela del solo, nonché
incrementare i livelli di abbattimento della C02; Ø Gestione dei boschi uniforme, mediante l’applicazione di un Piano di Gestione Generale ( a carattere interaziendale) dei beni agro silvo pastorali dei comuni membri. (segue)
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IDEAZIONE,
PROGETTAZIONE E DIREZIONE Dott. For. Marco Maio COLLABORAZIONE TECNICA Dott.ssa Evelina D’Alessandro |
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PER RICEVERE IL PIANO FORESTALE TRIENNALE 2002/2004 COMPLETO, E' POSSIBILE INOLTRARE RICHIESTA A: ufficio.forestale@comunitamontanamolisecentrale.it |
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